martedì, 07 luglio 2009

L’alba è pioggia

*** 

C’è una porta aperta dietro la tua porta

e una pioggia di silenzi da colmare

fuori

è il cielo a parlare

dove di sole indebolito si bagna.

 

Oggi l’alba

è pioggia di rimbalzo sulla pioggia

che la notte ha vuotato in pozze d’aria

mentre la voce del tuono è già lontana

 

resta di gocce il mio guardare

ricolmo di un riflesso appeso a uno sbadiglio

prima

dell’abbandono di una lacrima

 

lungo

lo sfinire della guancia e il tuffo

 

del pensiero al tuo pensiero.

*

*

 

 

~ © Nunzio Buono ~

 

postato da: enneby alle ore 09:13 | link | commenti | commenti
categorie: amore
lunedì, 06 luglio 2009

negli occhi

non scendermi dagli occhi,

abbracciami, ancora nel soffio di farfalla

come petali di Dalia, morbidi,che accarezzano il tuo viso

come dita tra i capelli, edera infinita a cui aggrapparmi



non cadermi dall'anima,

brividi che ti prendono, ti lasciano, come pioggia che mi fa l'amore

hai mai sentito l'infinito sentiero del vento

quando attraversa le tue labbra, come sabbia di grano

come conchiglie nell'oceano in balìa dei gabbiani..



non muovermi dal cielo,

quando scende morbido, sinuoso tra le onde del tuo corpo

come nuvole incessanti che battono nel tuo petto

nel sole di un faro, come cercarsi tra gli istinti

cavalcando la spuma di cielo che gioca col mare

castelli di rabbia infranti dal buio degli occhi miei.



non scendermi dagli occhi,

ti prego

le tue labbra posso ancora sentire sul mio petto

come stelle che sfregiano il cielo

come artigli, stretti stretti che tuonano nel pulsare

nella grandine immobile sui frammenti di respiri



non scendermi dagli occhi,

non ancora,

resta per un'ultima nevicata, nelle orme di passi incerti

tra nuvole di cioccolato, tre le tue mani di aurora

sotto la pelle, come inchiostro che respira tra i raggi di fuoco

nella musica di quelle parole, nelle stelle che disegnano nel cielo

nelle stagioni passate senza di te,

in quel viaggio, mano nella mano, con la paura di cadere

con la voglia di volare.

come la neve sei..



ovunque tu sia..

..nei petali di Dalia
postato da: uomodelfaro alle ore 08:30 | link | commenti | commenti
categorie: poesie
domenica, 05 luglio 2009

sguardo di luce.

…sguardo di luce.
 
….e luce fu su questa terra dalla stella madre luce ci fu data
…e si vede ad occhio nudo :
che un’onda di energia si assorbe e si diffonde,
 da luce e di notte si copre di sole stelle
il giorno dopo mostra i suoi colori e si ammanta
 la clorofilla li raccoglie li assorbe e ne da vita…
.
…ed io mi fermo qui questa notte ,sotto questa luna piena
su questa spiaggia a passeggiare amore
a sentire dentro me il sole del mattino,
e avverto la tua presenza , in lampi di luce mi appari :
è la tua ombra che mi segue  ,abbraccia  sospiri e si dilegua…
 
…e mi cade una lacrima per l’ emozione
forse quella goccia sa di sale?
 e nell’anima mia  tutto si ribella e si lambisce
e le rose e  le calle fanno le promesse
mentre il vespro suona i suoi rintocchi…
 
…. e tra gli ombrelloni vocii di coppiette fanno nido
progetti alla rinfusa trovano un domani ,
 e mi affliggo del tanto amore in me non trova
da tempo si è spento, pietoso affonda in fondo al mare,
 e mentre che i fruscii di foglie al vento strillano dolore
 aspetto te , attese nel liquefatto sfogo della avversa vita…
 
ed io eremita per amore,nello spazio voglio volare
 tra le gambe tue affondo le mie labbra
 bacio il tuo frutto proibito , di quella rosa rossa mi disseto,
e ti sento da lontano e sarò la tua preda,
il messaggero della luce che ti porta tra i misteri …
 
… e non ti fermare donna ,vieni tra le stelle
cercami  tra gli olivi in fiore,
tra la sabbia e la calura ,vieni in me ,in questo mondo di pazzia
vieni a scacciare l’inutile malinconia,
vieni a credermi una volta ancora , fammi stupire !
indossa la sola   pelle, ti saprò vestire….
 
….e lo sguardo di luce si posa sul tuo corpo nudo
si posa nel tuo,mio sentimento ,
una pietanza che si consuma lentamente
ne fa poi sesso ed è completamento ,
ma tu sei l’angelo, il mio!
quello della luce in missione su questa terra
per dare e togliere : amare anche a chi tu non ami…
 
il poeta narratore.
postato da: poetanarratore alle ore 15:54 | link | commenti | commenti
categorie: amore
domenica, 28 giugno 2009

-Non è più Cielo-

Non è facile incamminarsi verso giorni
che vanno troppo veloci
Non riconosco la strada da percorrere
con il frastuono che risuona
nei silenzi lieti e nudi
agli occhi miei
Quanto flagello nell'ingannevole notte
a cui mi son donata
Tutto si apre sotto un cielo terso
che prende forma di spigoli e more creature
Non v'è più luce sulla terra sprofondata
Lembi di credenze restano sospesi
nella nascita d'una tormenta
e del mio tempestoso Paradiso
non mi rimane che una bambola di pezza
appesa nell'Inferno dei ricordi

Runa

postato da: rose74 alle ore 12:29 | link | commenti | commenti
categorie: abbandono, runa
domenica, 28 giugno 2009

IL VERSO.

IL VERSO.
 
…da un pensiero nasce il verso ,chi lo adatta in lunghezza ,chi con ermetismo…
è da tempo che volevo parlarvi ,a riguardo della forma poetica ,e qui,in questa mia piccola chiamiamola riflessione ,ve ne do esempio:
 
…la poesia ,come noi tutti sappiamo ,nasce in noi spontanea ,e strada facendo si inserisce e acquista forza in noi,arriva nel nostro sentire e ci regala i primi suoni,le prime rime,insomma ci fa scoprire un mondo fantastico ,che a mio dire non lo è…
 
…ognuno che scrive poesia adotta il suo stile,stile vuol dire : forma = contenuto….
c’è chi non segue la punteggiatura lasciando parlare alla sola strofa,chi va a capo usando sempre le maiuscole ,questo avveniva nei sonetti ,ora non più :spesso adottato  nelle prime due strofe di quartine ,seguono poi senza la maiuscola le altre due strofe di terzine …
c’è chi adotta l’ermetismo e ne fa a mio avviso indovinello, sintetizzando al massimo il verso ,con vocaboli meno usati nel linguaggio comune ,della comune gente ,forse è uno stile sorprendente ?io sinceramente non lo capisco,si vuole usare un linguaggio distaccato  e resta una chiave di lettura per pochi , a mio dire resta distaccato ,non affonda nelle menti comuni ,e cioè per la maggior parte della gente ,come anche molti di noi che scriviamo poesia ,rientriamo in una cultura media ,se non mediocre , un linguaggio che viene facilmente recepito ,altrimenti rimane uno sconcerto ,causato appunto, da versi chiusi ,che non danno vita e respiro al canto ,e quindi a questo credo che ci da più forza più grinta per esplorare il mondo poetico e se ne ricava una semplicità naturale…
 
…questa sempre naturalmente e teoricamente resta una mia esperienza nel campo poetico ,non tralasciando la bellezza di chi adotta ermetismo,gia in altri post,lasciati nel mio blog ,espongo teorie di come la vedo io per queste forme…
e come già accennato anche sulla metrica poetica ,definito da me l’alfabeto della poesia! qui alcuni seguono alla lettera ,la sua forma educativa ,ed io ne sono convinto della sua utilità,convinto che un frutto maturo ne bisogna raccogliere il succo,quindi a mio dire ,il tutto non è dettato da un obbligo letterale ,la metrica è semplicemente una formula creata per dare insegnamento ,e da questo insegnamento ognuno di noi attinge il suo bisogno di sapere ,la famosa conoscenza….
 
…la poesia ,come detto rimane oggetto individuale ,si dice spesso: ma io scrivo di getto! ed è vero ciò…questo getto viene fuori spontaneo ed è una ottima partenza,col tempo si sa anche elaborare questo getto…e quindi resta un inizio a fare poesia ,sarebbe dispiacevole fermarsi,cosa che accade sovente ,vuoi perché è solo un attimo di pensiero dedicato alla donna amata, vuoi perché pubblicata su siti letterari dove il commento si fa feroce ,e si rischia che  quel getto iniziale va a morire ,a fermarsi ,perché uno stronzo qualsiasi non ha capito chi vuole iniziare un percorso poetico ,quindi si bloccherebbe un bello che sta per nascere ,ed è da questa forma gettale che cominciano a nascere i primi passi verso la poesia …
 
…battutina: ci sentiamo poeti ,parola grossa! perché si pensa l’impossibile ,al grande poeta,e noi chi siamo?direi che il tempo da ragioni e risultati …
 
…passiamo ai suoni ,alle assonanze :
abbiamo detto ,ho detto! che diverse sono le forme che alcuni adottano ,una firma che ne diviene uno stile personale ,come dire:
questa è la mia poesia e il mio modo per cantarla ,ed io ne sono convinto di questo,sono d’accordo ,però poi resta il parere singolare di ognuno di noi e come la vede ,ma che comunque in ognuna ne debbano affiorare i suoni,più che praticati nella scrittura,vanno sentiti ,mi spiego meglio:
il suono poetico rientra tra i livelli naturali del sentire ,ed è importante esprimerli in poesia ,da questi nascono le assenze che a sua volta fanno e danno ritmo alla musica del canto ,la cosiddetta musicalità!
qualcuno si chiede cosa sono questi suoni ?ve ne do esempio:
quando ascoltate una canzone ,la voce del cantante in essa sentite la musica che accompagna le parole e ne fa melodia ,mentre in poesia al massimo potete sentire una voce che declama poesia ,e in quella voce ,si sente la tonalità,gli alti e i bassi per dare tono a quel verso e figurarlo musicalmente ,solo con un solo strumento (LA VOCE) questi eventi succedono rari ,ma non perché questa arte antica è riservata ai pochi ,a una classe sociale di alto rango,no ! è che se   da un’arte non si ricavano denari ,questa rimane per i pochi appassionati …
 
….resta comunque semplice la lettura ,vi comprate un libro di poesie,che spesso in librerie sono sempre pochi ,o andare in blog e siti letterari ,qui si arriva alla differenza,e cioè: prima si è parlato di toni di voci ,quindi suoni uditivi e più vicini e diretti,mentre ora si va a parlare di una LETTURA VISIVA direi quindi diversa dai suoni uditivi ,leggendo la lirica possiamo seguire il verso e nella NOSTRA lettura visiva ne concentriamo e ricaviamo musica dove la mente le assimila ,(questi sono i suoni )…
 
…seguo col dirvi ,che tutto prosegue naturalmente ,infatti chi recepisce questo dono ,nel tempo ne concerta  sempre più praticità nel elaborare poesia ,dando la sua maggiore completezza poetica e di forma strutturale ,questo particolare,ma che particolare non lo è , oltre che è una forma d’arte ,viene chiamata scienza ,nascita naturale della fabella ,favella dei cantastorie ,raffinata nel tempo e confortata da ogni individuo che esplora il mondo della conoscenza ,della naturale vita,questa viene chiamata :la scala naturale…
 
…vi faccio esempio di significato:
prendete una scala,e salite su, gradino per gradino ,mentre salite vedete più luce,sentite più aria,vedete più cose…poi dall’alto vedete il basso e ne noterete differenza,e questa naturalezza che sale…sale…col tempo nelle menti ha il suo sviluppo le sue maggiori funzioni ,si distingue dunque la differenza nel proprio io ,ed è un crescere cosciente che da e si ha emozioni ,seguendo una propria volontà ,e ai grandi poeti ,questi restano solo che i primi maestri che con il loro insegnamento danno seguito a chi come noi fa poesia.,quindi non mi allargo la bocca dicendo ,ho letto pinco palla …no! ma con naturalezza e farina del proprio sacco si può continuare un percorso sinceramente ….
 
…come detto e mi ripeto:tutti quelli che come me amano la poesia seguono l’istinto naturale ,la bellezza di fare la buona e bella poesia…
 
…a tutti un caro abbraccio .
Giovanni Maffeo
poetanarratore.
postato da: poetanarratore alle ore 09:27 | link | commenti | commenti
categorie: pensieri
venerdì, 26 giugno 2009

...e lo chiamano amore !

…e lo chiamano amore!
 
e si comincia per gioco,una frase ,una parola
un ammicco presuntuoso per non sentirsi solo,
e non c’è ombra che segua i miei pensieri
i quali si dissolvono ogni volta che guardo all’infinito ,
e ho perso l’ultima carezza che io avrei voluto
l’infatua promessa di un sublime fato …
 
…e vorrei fuggire là ! dove la mente non ha confini
dove il vuoto pervade l’anima e ci rende vergini e puri,
dove la miseria ,la volgare sfida preclude la deleteria vita
ostacola chi di amore vive l’inquietudine di chi sospira
porge la mano a chi chiede aiuto …
 
…e lo chiamano amore questo sorriso che segue la fiducia
in ali di libertà approda e vibra sentimenti,
in un mondo avverso sentirsi prigioniero
spezzare le catene e lasciarti andare,
e vorrei esplorare mari sconfinati
e gridare al cielo quanto è bello sentirsi vivi
cogliere una rosa rossa sul tuo corpo nudo  accarezzarti…
 
…è da tempo che ho perso le parole ,la voce per parlare
e nei miei pensieri ho urlato dispiaceri,
e vorrei sentire il suono ,le vibrazioni
il fremito felino che ci unisce ancora,
sentirti dentro me ,tu la sola!
farti mia , renderti felice in questa dimensione
una parte infinitesimale ,
e mostrarti una immagine ,la mia!
un volto ,le mille sfaccettature ,
delineare il mio profilo,il mio essere parla poesia…
 
…e nessuno ha avuto orecchie per sentire
muti riverberi attutiti da pareti spoglie,
non sentono più rumori
solo tristi sgomenti in attese vane ,
e tu, ti sei persa nella giungla assieme alle farfalle
lì, voli libera a perderti nel sonno,
sfogli pagine di autori strani
ti immedesimi in essi e ti illudi…
 
…e ti chiamano amore
 ed è l’ultima parola a cui non si spiega:
un cosmo di sensazioni ,la tempesta non ripara ,
e di fronte a te nudi naufraghi
approdano su porti senza meta,
 si vestono di fanciullezza e desideri
sulla sabbia poi a far l’amore…
 
ed è bello ,chiamarti amore!
 viverti per quello che tu sei:
sei l’aria che io respiro
il calore, che ci ammanta e ci consola…
 
..ed è  in questo buio che io ho certezza
con lacrime di silenzi mi offro alla tua vita
per non lasciarti mai,
e ti bacio , ti do me stesso
il solco profondo ci porta in paradiso,
nell’attesa di  te la mia anima riposa
 sentirti sempre mia…
 
( ed io, di te  innamorato continuo a chiamarti : )
amore…amore…amore…
 
il poeta narratore.
postato da: poetanarratore alle ore 18:22 | link | commenti | commenti
categorie: amore
giovedì, 25 giugno 2009

Luminosità

Ho solo bisogno di una spiegazione

in tralice, col fiato abbassato

( quel tuo sorridermi alle spalle s'ovatta

come lampada sul comodino )

 

fiore di melo

dolce

nel mattino

a strabiancare di luna -che è tardi  e va a dormire

 

non fai una piega

se lo vuoi pietrifichi ogni scena.

La tua bocca s'accorda al mondo, in girotondo

-un mausoleo di piccoli marmi bianchi-

accidenti!

giochi a fottermi, lo so

ti espandi nocivo come il gas nervino

- ma ti tengo in pugno-

pezzi d'avorio scacchi che muovo a nuvole

-mezzo cervello-

 

luminosità.

postato da: ladilunaa alle ore 16:34 | link | commenti | commenti
categorie: poetare
domenica, 21 giugno 2009

Meine Musik

postato da: enricodezottis alle ore 12:16 | link | commenti | commenti
categorie:
sabato, 13 giugno 2009

-Ali di Vento-



Si addensa la bianca nebbia sulle mie Ali stanche
Perso è il mio Voler Esser Libera dalle tue Mani
[ e ramifico nel tuo giardino le mie secche radici ]
Soffoco al nudo pensiero di esser strappata un giorno
da quel che è fiato nella mia Muta Bocca
Parola perfetta che dal corpo prende forma
ti rialzi come sabbia bagnata nel luogo incantato
dove prima v'era costruito un Castello di Pietre
Sogno Disfatto...Notte Sbriciolata dal fruscio del vento
stringetevi a me ed adornate la mia Violenta Chioma
di ciò che il mio palato ha avuto come cibo
e nel petto mio dormiente affondate l'Ira del Perduto tempo
ed accecatemi ...Voi... la Vista
con la speranza della sua Ombra che si fà Eco
-Runa-

postato da: rose74 alle ore 13:14 | link | commenti | commenti
categorie: amore, donna, abbandono
martedì, 09 giugno 2009

 

LU ‘MBUTU

 

Stamu tutti intra nnu ‘mbutu sttrittu a ‘ncanna,

cusi pare, ca sci capesce tice.

Sci tice ca ha bbintu, sci tice ca no nà ppiersu, sci tice ca è bbissutu paru.

Pi llu presciu osciu, pigghiabbe ti sobbra sti manu stracche,

nu ranzulu, cu bbi ssucati li suturi.

Ui, ca no ttimiti nienti, ne su lla facce ti la terra,

 ne su nna barca a mmienzu a mmare.

Ui, ca bbi sintiti cchiù forti ti li briganti,

 ma bbi pprisintati comu santi.

Caminati  li stesse strate noscie,

ma a llu contrariu ti comu ulimme nui.

Comu api  pacce, già sta bbi zzaccati ccutulare,

cu bbititi comu mugghiu bbi putiti ccunzare.

A cci ha fattu mangiate,

a cci ha  ccunzatu serate,

a cci ha prumessu li fate comu spose,

li cose pare, ca stonu ‘ncora scunzate.

Sto tranquillu, passata la festa, passatu lu Santu,

tutti ‘ntorna bbi scirrati,

ti li fate, ti li mangiate, ti li serate, ti li llione,  ti li strate, ti l’arbuli,  ti li ‘mbuti.

Stamu tutti, intra nnu ‘mbutu sttrittu a ‘ncanna,

 ca sta ni ‘ndi porta a llu ‘mpiernu.

 

 

L’IMBUTO

 

Stiamo tutti in un imbuto con il collo stretto,

cosi deduce il saggio.

Chi paventa la vittoria,  chi dice non ho perso, chi abbiamo pareggiato.

Per la vostra gioia, prendete dalla mie stanche mani,

un lenzuolo, asciugatevi la fronte.

Voi, intrepidi, non conoscete la paura delle bugie,

ne, del mare in tempesta.

Voi, che vestite da pirati, ma vi porgete come santi.

Camminiamo per le stesse vie, ma in direzioni opposte.

Operosi come api impazzite,

siete alla ricerca del vostro alveare.

Per chi ha regalato cene, serate culturali?, fate azzurre da sposare,

le cose, sono ancora da sistemare.

Sono tranquillo, passata la festa, dimentichiamo subito il Santo,

le fate, le cene, la “cultura”, gli alberi, la legna, le strade, l’imbuti.

Stiamo tutti all’interno di un imbuto,

 che ci porterà all’inferno,

postato da: localo alle ore 10:52 | link | commenti | commenti
categorie: pensieri, poesia, poesie dialettali

Chi sono

Utente: EnzoBetti
Nome: Enzo Betti
Che un poeta, nel corso della propria vita, sia ammirato e apprezzato, o sia solo conosciuto dai suoi connazionali, di questi tempi, o meglio in ogni tempo, sembra incredibile, miracoloso singolare. Spesso si resta sconosciuti e disillusi. La potenza del multimediale può aiutare ad uscire dalla solitudine.Io apprendista di versi incerti scrivo senza presunzione in questo blog appena nato.


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